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Grazie di tutto MINE, Grazie di tutto CAPITANO… per sempre!

28 Gennaio 1998, ore 00.29.
Il “web” era appena uscito dalla sua preistoria e doveva ancora diventare parte integrante della nostra vita.
Con i telefoni cellulari si telefonava o si mandavano messaggi di massimo 160 caratteri, Mark ZUCKERBERG frequentava ancora le “Scuole Medie” e per i primi “Social Network” si sarebbe dovuto aspettare ancora parecchi anni  e gli unici metodi per manifestare pubblicamente la propria opinione erano i primi “forum di discussione”.

Quella notte un ventenne modenese, decise di esprimere la sua su uno di questi “forum” e, per la precisione, quello che il sito web de “La Gazzetta dello Sport” aveva dedicato agli appassionati di Basket:

Volevo fare i complimenti ai tifosi della milla vigevano. Giocare davanti a voi è emozionante, e se io facessi parte della vostra squadra mi svenerei per il fantastico pubblico.
un giocatore

Il messaggio di stima attirò molta attenzione verso quel ragazzo misterioso che si nascondeva dietro al nickname “mine“.
Facendo una rapida “indagine” scoprii che si trattava di un giovane giocatore (in forza alla ISOPACK MODENA) che disputava l’allora Campionato di Serie B d’Eccellenza (B1).
L’anno precedente aveva giocato al PalaBasletta contro la MILLA & Co. VIGEVANO  nella Poule Promozione e quel ragazzo era rimasto impressionato dalla passione del suo pubblico.

Il suo nome era Federico FERRARI, fino a quel momento un nome qualsiasi, un cognome qualsiasi.
Iniziai con lui una breve corrispondenza telematica, stringendo una “pseudo amicizia virtuale“, come era abbastanza comune in quei primi tempi di “rivoluzione informatica”.

Il matrimonio tra VIGEVANO ed il ragazzino di Modena, però, pareva non doversi fare, peggio di quello di manzoniana memoria.

L’anno successivo, infatti, Federico si accaserà con la CIMBERIO BORGOMANERO, con la quale disputerà molti Campionati, trascinando la Squadra fino alla Serie A2  e vestendone la maglia anche durante la “migrazione forzata” in quel di NOVARA.
Un’esperienza tanto forte da portarlo a trasferirsi definitivamente nella cittadina piemontese, mettendo su famiglia.

Poi il passaggio alla JUNIOR CASALE MONFERRATO, altra esperienza avvincente e vincente.

Insomma, nonostante quel “flirt giovanile” di inizio ’98, Federico pareva destinato a calcare il legno del Basletta solo come “avversario”… e che avversario!
Uno dei più temuti perchè pericolosi.
Tanti fischi e tanti insulti.

Quando, sul finale di una tiratissima VIGEVANO vs CASALE MONFERRATO, sfidò apertamente tutto il PalaBasletta, battendosi il petto e gridando “LA VINCO IO!“, sembrava davvero non ci fosse più nulla da fare.
Un amore mai sbocciato, finito prima di iniziare.

E invece, quando tutto sembrava perduto… VIGEVANO e Federico riescono ad incrociare le proprie strade.
Correva l’anno 2004/2005 e FERRARI vestita finalmente la maglia gialloblù del VENTAGLIO VIGEVANO.
A lui il compito di prendere per mano una Squadra fortemente rinnovata e di far dimenticare in fretta gli amatissimi MINESSI e OCHOA e di accompagnare la PALLACANESTRO VIGEVANO nell’anno del 50° Anniversario della Società.

Il Capitano del 50°.

L’anno dopo, tuttavia, le strade si dividono nuovamente… FERRARI torna in Piemonte, stavolta ad ASTI.

Ma come dice quella nota canzone di Venditti: “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano…”

E, infatti, il Campionato 2008/2009 vedrà due grandi e (quasi) imprevedibili ritorni all’ombra della Torre del Bramante: Gigi GARELLI sulla panchina di VIGEVANO e Federico FERRARI al posto di comando, nuovamente da Capitano.

Che detto così, tutto sommato, non è che ci sarebbe da meravigliarsi più di tanto… se non fosse che quella Stagione sarebbe culminata con proprio loro due, Gigi GARELLI e Federico FERRARI, in piedi su un tavolino traballante al centro del PalaBasletta ad alzare il trofeo di CAMPIONI D’ITALIA DILETTANTI.

Ora era pure il Capitano dello “Scudetto”, il Capitano della tanto sospirata PROMOZIONE in Serie A dopo oltre 20 anni di attesa.

Chissà se quella notte di Gennaio, quel giovane ragazzo modenese avrebbe mai immaginato che quel suo desiderio che stava esprimendo si sarebbe realizzato così perfettamente?!?

PROFEZIA.

E poco importa se, l’anno successivo, un maledetto infortunio lo avrebbe costretto per larghi tratti della Stagione in panchina.
Ora era anche il Capitano della LegaDue.
Il punto più alto e, purtroppo, più basso della recente Storia della PALLACANESTRO VIGEVANO.

Quella, infatti, sarebbe stata anche “l’ultima pagina” della sua avventura in gialloblù, ma non certo del SUO AMORE PER VIGEVANO.

Un AMORE nato, forse per caso, su un “sito web”, consumato sul campo e proseguito da Tifoso, attraverso tutto il cammino di risalita dalla Prima Divisione alla Serie B.

SEMPRE PRESENTE, fisicamente o con il cuore, quel cuore immenso che lo ha fatto voler bene da tutto il pubblico vigevanese.
Quel cuore che (parole sue) lo faranno per sempre accogliere “come Maradona quando va a Napoli” ogni qual volta entrerà nel suo PalaBasletta.

Qualche giorno fa, quel giovane (nonostante le 43 “primavere”) giocatore di MODENA ha “appeso le scarpe al chiodo“.
Noi siamo orgogliosi che lui abbia fatto parte della nostra Storia e che noi abbiamo fatto parte della sua Storia.

Un amore difficile da realizzarsi, più da “poema epico” che da “telenovela brasiliana”, ma che durerà PER SEMPRE

GRAZIE MINE, GRAZIE CAPITANO!

Alessandro CASALINO
Ufficio Stampa NPV1955