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La NPV1955 e altre 45 Società di Serie B richiedono la sospensione definitiva del Campionato

Nella giornata di Venerdì 20/03/20, ben 46 Società  partecipanti al Campionato di Serie B “Old Wild West” 2019/2020 hanno firmato una lettera indirizzata alla Lega Nazionale Pallacanestro e rivolta al suo Presidente Pietro BASCIANO.

Nella stessa viene ufficialmente richiesta la sospensione definitiva del Campionato di Serie B in corso.

L’iniziativa, promossa soprattutto dalle Società del Girone B (con a capo la NUOVA PALLACANESTRO VIGEVANO 1955 e la PALLACANESTRO CREMA con l’appoggio dell’OLIMPIA MATERA) è stata strutturata nel corso della scorsa settimana e ha preso corpo con una lettera fatta circolare fra tutte le 63 Società che partecipano al terzo campionato nazionale.

Dopo qualche giorno di riflessione, sono state ben 46 le Società che hanno deciso di sottoscriverla (tra le quali TUTTE le 16 Società del Girone B).

Questo il testo della lettera:

Richiesta sospensione definitiva dei campionati e misure di sostegno allo sport

Egregio Dr Pietro Basciano,

Le scriviamo per chiederLe di farsi promotore presso gli Organi preposti della nostra richiesta di sospensione definitiva del campionato di Serie B in ragione dell’emergenza epidemiologica in atto nel Paese.

Come noto sin dal 30 gennaio 2020 in occasione della riunione del Comitato di emergenza per il coronavirus 2019 a Ginevra è stata dichiarata l’epidemia da COVID-19, un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale (USPPI).

La situazione in Italia si è aggravata negli ultimi giorni a tal punto che, alla data della presente, il nostro Paese risulta tra quelli maggiormente colpiti da siffatta pandemia, come dichiarato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tanto da essere al primo posto nel mondo sia per numero di contagi sia per numero di decessi.

Pur con l’incessante attività della sanità pubblica per individuare le fonti di trasmissione, i casi di infezione sono attualmente allarmanti ed imprevedibili nei tempi, nei modi e nei numeri. Tali circostanze hanno indotto le istituzioni italiane a introdurre misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica, e, in particolare, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” (in GU Serie Generale n.59 del 08-03-2020).

Come noto, il predetto provvedimento ha imposto misure urgenti di contenimento del contagio, con limitazione, in primo luogo e per quanto qui rileva, degli spostamenti delle persone in entrata ed in uscita dai territori, nonché all’interno dei territori stessi, allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19.

A recepimento del succitato DPCM 08/03/2020, con proprie ordinanze di pari data, i Governatori delle regioni italiane hanno disposto limitazioni, seppur diversificate tra loro, al libero spostamento di tutti coloro che hanno transitato/sostato nelle cd. “zone rosse” di cui all’art. 1, comma 1 della succitata Delibera del Presidente del Consiglio dei Ministri, con le conseguenze sanzionatorie previste dall’art. 650 del Codice Penale in caso di mancata osservanza degli obblighi impartiti.

In data 9 marzo è stato emanato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (in GU Serie Generale n.62 del 09-03-2020) con il quale, in considerazione dell’incontrollato evolversi della situazione epidemiologica, vengono estese all’intero territorio nazionale le misure restrittive di cui all’art. 1 del precedente Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020.

Successivamente in data 11 marzo è stato emanato un ulteriore Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (in GU Serie Generale n. 64 del 11-03-2020), recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”, con il quale, in considerazione dell’aumento dei casi epidemiologici, vengono intensificate, all’intero territorio nazionale, le misure restrittive di cui all’art. 1 del precedente Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020.

L’ultimo provvedimento del 16 marzo 2020 ha ulteriormente definito e disciplinato le misure anticontagio che di fatto hanno sancito la fine delle attività sportive.

Tutti noi in cuor nostro auspichiamo che questo delicato momento di congiuntura sanitaria, economica e sociale passi il prima possibile per dare corso ai nostri Progetti Sportivi intesi come un formidabile strumento di inclusione sociale e sviluppo territoriale, ma oggi nessuno è in grado di fare previsioni certe a meno di estenderle su un arco temporale molto ampio che le rende di fatto inutili.

Facciamo presente inoltre che lo “stato” di Pandemia, per cessare, introduce l’adozione di protocolli che prevedono cicli temporali di verifica e controllo (naturalmente a cura delle autorità sanitarie preposte), che verosimilmente amplieranno temporalmente l’adozione delle misure di distanziamento sociale che già conosciamo e comunque ognuno di noi dovrà adottare la “diligenza del buon padre di famiglia” nel momento in cui dovrà decidere di riprendere l’attività agonistica (anche solamente per gli allenamenti).

Rammentiamo infatti che in quanto “Datori di Lavoro” rispondiamo in prima persona e penalmente rispetto alla mancata adozione del principio di cautela rispetto al rischio di contagio e, si sa, il basket è uno sport di contatto pertanto il “nesso causale” sarebbe subito invocato (inoltre la succitata dichiarazione di pandemia configura all’attualità tale rischio come endogeno cioè interno all’attività lavorativa).

In tale fattispecie, con immenso dispiacere per il nostro lavoro ma con altrettanta determinazione per il ruolo che rivestiamo in un Paese dove la sanità è al collasso, con decine di migliaia di aziende chiuse, con tutta la popolazione costretta in quarantena, riteniamo sia plausibile affermare che il basket (come anche gli spettacoli, i concerti, etc.), venga dopo, molto dopo, la tutela della Salute e la ripresa dell’Economia.

E’ in questo contesto, nel pieno rispetto delle prerogative di ognuno, che le società firmatarie della presente

CHIEDONO

  1. di sospendere definitivamente ed immediatamente i campionati nella consapevolezza che la diffusione del fenomeno epidemiologico in atto non è coerente sia temporalmente che organizzativamente con la ripresa anche tardiva dei campionati LNP, oltre che con il principio primario di garantire la tutela della salute e della sicurezza dei componenti delle squadre operanti all’interno di strutture sportive;
  2. di richiedere sin da subito al Governo delle urgenti ed indifferibili misure di indennizzo per far fronte alle obbligazioni contrattuali assunte con Giocatori e membri dello Staff (non tutelati in quanto operanti nell’ambito della legge 398/91);
  3. di introdurre delle garanzie finanziarie a sostegno delle Società LNP che alla data del 28 febbraio fossero in regola con la corresponsione dei rimborsi e non oggetto di lodi sportivi con atleti e membri dello staff, in quanto i provvedimenti contenuti nel Decreto-Legge “Cura Italia” non bastano a scongiurare il collasso delle nostre Società Sportive e di conseguenza il prosieguo dei campionati.

Nella consapevolezza di aver chiarito i motivi per cui non sia più possibile rimandare ulteriormente l’assunzione di decisioni strategiche per il futuro del nostro movimento, chiediamo un pronto riscontro alla presente.

Queste le Società che hanno firmato la lettera:

Girone A: Omegna, Alba, Oleggio, Borgosesia, Alessandria, Palermo, Costa d’Orlando, Torrenovese, Empoli, San Miniato, Cecina.

Girone B: Varese, Bernareggio, Vigevano, Mestre, Monfalcone, Crema, Sangiorgese, Olginate, Cremona, San Vendemiano, Pavia, Piadena, Lecco, Soresina, Padova, Vicenza.

Girone C: Faenza, Teramo, Senigallia, Ozzano, Porto Sant’Elpidio, Ancona, Piacenza.

Girone D: Nardò, Matera, Valmontone, Pozzuoli, Sant’Antimo, Scauri, Salerno, Formia, Ruvo di Puglia, Corato, Cassino, Bisceglie.

 

Da quanto appreso nella giornata di oggi (attraverso il Comunicato Ufficiale emesso questa mattina dalla LNP), il Presidente BASCIANO ha accolto le istanze proposte dalle Società di Serie B e prossimamente richiederà al Presidente FIP, Giovanni PETRUCCI, di dichiarare interrotto alla data del 30/03/20 il Campionato di Serie B “Old Wild West” 2019/2020.

Alessandro CASALINO
Ufficio Stampa NPV1955

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