Torino affronta Vigevano con la sua difesa di ferro


Per Vigevano è tempo della seconda trasferta consecutiva, anche questa, come la precedente a Cremona, ospite di una rivale storica. La sfida andrà in scena al Pala Gianni Asti di Torino, ex Pala Ruffini, ora intitolato all’allenatore torinese, scomparso nel 2018, che guidò nel 1977/1978 la Mecap Vigevano alla promozione in A1, vincendo lo spareggio di Livorno contro Cagliari.

La Reale Mutua Torino, una delle squadre accreditate per la lotta alla promozione, si trova al secondo posto con 8 punti in classifica, frutto di quattro vittorie (Latina, Agrigento, Treviglio e Roma) e una sconfitta esterna (Rieti).

La squadra di coach Ciani si presenta come la miglior difesa del girone verde al vertice per punti subiti (73.2), percentuale concessa in area (44%) e da fuori (32%) e assist (11.6) confezionati dagli avversari. Per fare un confronto, Vigevano è la peggior difesa con 89 punti subiti, il 41% (12°) concesso dall’arco e 54% (9°) nel pitturato. L'armonia di gioco dei padroni di casa è confermata anche dai dati offensivi, in cui si trova al primo posto negli assist con 19 a serata, e altrettanto in negativo per la Elachem ultima con una media di 14. 

Il play Vencato (1995) è il solo a rientrare nei primi posti di una classifica individuale (5° con 5.6 assist) ed è uno dei quattro elementi in doppia cifra (10.6pt) della Reale Mutua. I realizzatori principi con 15 punti a testa sono gli americani Keondre (2000) e Thomas (1996): il primo è una guardia dal 61% in area e il 48% dalla distanza e il secondo un’ala grande dall’irreale 74% nel pitturato e 50% da fuori. Se non fosse abbastanza, il sesto uomo è Pepe (1993), guardia e califfo della categoria, che mette insieme 9 punti e 3 assist in soli 21’ di utilizzo, mentre il cambio in cabina di regia è il giovane Schina (2001) già ammirato nella sua esperienza in serie B con la maglia di Monfalcone.

Torino ha una resa eccellente dall’arco (37%), tuttavia, è la formazione che prende meno tiri da tre punti a serata (19). Il dato è subito spiegato dalla qualità degli interpreti tra gli interni. Di Thomas abbiamo già parlato, ma mancano ancora all’appello il centro titolare Cusin (1985), ex totem da 211cm della nazionale, noto intimidatore nel pitturato, e il suo cambio Poser (1999) dal 63% in area su ben 8 tentativi a partita per una media di 13 punti e 4 rimbalzi. Elemento chiave nell’equilibrio del quintetto è l’ala piccola De Vico (1994), anche lui marcatore dalla doppia cifra e con alte percentuali (62% da 2 e 43% da 3). 
 
PUNTO FORTE: la difesa, chi lo avrebbe mai detto eh?
PUNTO DEBOLE: l’improbabile sottovalutazione dell’avversario